IL TERRITORIO

 

Il Comune di Loiri Porto San Paolo nasce nel 1979, quando ottenne la propria autonomia da Tempio Pausania. Il territorio è molto vasto (117,75 Kmq) e caratterizzato dal peculiare ambiente naturalistico in cui la fascia costiera e l’entroterra collinare riescono a fondersi in una dimensione unitaria. I due borghi principali, Loiri e Porto San Paolo, infatti, pur nelle loro spiccate differenze socio-ambientali, riescono ad esprimere, unitamente alle numerose frazioni circostanti, un’identità culturale comune. Oggi, il territorio, in continua crescita demografica, è popolato da oltre 3.525 residenti, cui si aggiungono gli oltre 15 mila turisti che trascorrono l’estate nel borgo costiero di Porto San Paolo. In varie parti del territorio sopravvivono numerose testimonianze delle civiltà che, a partire dal periodo neolitico, si sono alternate in questa porzione di terra.
Nel nostro territorio si preservano come in uno scrigno i tesori degli antichi saperi, le note caratteristiche dell’ospitalità gallurese e le tradizioni degli antenati. È sempre viva, infatti, la consapevolezza che solo la memoria del proprio passato, può rendere eterni l’identità degli uomini e il loro senso di appartenenza a una comunità.
Si è di fronte a una natura incontaminata che sposa le acque cristalline del mare alla policromia della ricca vegetazione dell’entroterra, in cui ben si fondano le testimonianze del passato e le aspettative del futuro.

Percorrendo quest’angolo di Sardegna, vedremo che il rinomato patrimonio umano e culturale, tipico delle genti di Gallura, non è andato perso, anzi ha trovato una naturale evoluzione, nel rispetto dell’ambiente originario e storico dei luoghi.

 

 

Isola Piana

Cala Finanza

Spiaggia porto San Paolo

Spiaggia Porto Taverna

CENNI STORICI

 

A Loiri Porto San Paolo l’uomo fa la sua comparsa, plausibilmente, durante il Neolitico, tra il 6000 e il 3000 a.C. circa, come testimoniano i numerosi rinvenimenti archeologici. Il territorio ha continuato ad essere frequentato, presumibilmente senza interruzione sino all’età storica. I Nuraghi ritrovati riferiscono la presenza di vari gruppi nuragici e punici, i cui insediamenti sono stati, successivamente, occupati dai Romani, in seguito alla conquista della Sardegna, divenuta Provincia romana all’indomani della vittoria degli stessi sui Cartaginesi nel 238 a.C. La presenza dei Romani risulta diffusa in tutto il territorio comunale, da Porto San Paolo a Enas. Dopo il periodo giudicale il territorio fa registrare un significativo popolamento, ascrivibile soprattutto agli insediamenti stabili dei pastori sui monti galluresi, dai quali praticavano la transumanza del bestiame verso il mare e viceversa. L’attuale territorio di Loiri Porto San Paolo risulta abitato da tempi molto antichi. Già in età medievale erano presenti alcune comunità, come testimonia la chiesa presente in località S.Giusta, che era importante sede di culto del giudicato di Gallura.

In epoca feudale, durante la dominazione aragonese e spagnola, il territorio era parte di un esteso feudo detto encontrada di Gallura, di cui costituiva l’estrema propaggine sud-orientale. Era classificato come “salto”. Con questo termine si intendevano alcune aree selvagge e boscose all’interno di un feudo, territori in genere usati per la raccolta di legna e per il pascolo del bestiame suino (a causa della presenza di numerosi alberi ghiandiferi), o periodicamente affittati a pastori transumanti.
Il territorio costiero, dove ora si trova Porto San Paolo, era in passato poco abitato e per vari secoli ritenuto insicuro a causa della malaria e delle frequentazioni delle navi barbaresche. Queste ultime durarono in Sardegna fino ai primi dell’Ottocento, mentre la malaria poté essere debellata dall’Isola solo negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Il territorio costiero di Porto San Paolo era, così come gran parte delle coste galluresi, sede di traffici e contrabbando fino ai primi del Novecento. Porto San Paolo era anche frequentato da pescatori, spesso provenienti dall’isola di Ponza. In decenni recenti, invece, lo stesso territorio di costa ha riscosso particolare successo come centro di villeggiatura, il che ha portato a uno sviluppo urbanistico particolarmente intenso.

Tra il XVII e la prima metà del XX secolo, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, come in tutta la Gallura, si sviluppa la Civiltà dello Stazzo, basata su un’economia agro-pastorale autosufficiente e caratterizzata appunto dalla presenza di particolari case padronali, alcune delle quali conservano tutt’oggi le loro tipicità, testimoniando la quotidianità delle comunità locali e suoi ritmi lenti e duri, dettati dal rispettato alternarsi delle stagioni e dalla fatica dei lavori prettamente manuali. Una quotidianità vissuta in una dimensione collettiva da una comunità fortemente propensa allo scambio reciproco e all’ospitalità. Valori, questi, che furono in parte compromessi, anche in Gallura, con l’entrata in vigore, nel 1823, del c.d. “Editto delle Chiudende”, che autorizzava “qualunque proprietario a liberamente chiudere di siepi, o di muro, vallar di fossa, qualunque suo terreno non soggetto a servitù di pascolo, di passaggio, di fontana o di abbeveratoio”. L’usurpazione dei confini, tuttavia, non originò, come da altre parti conflitti cruenti. Nella seconda metà dell’800, tuttavia, le campagne di Loiri Porto San Paolo non furono immuni da faide familiari, talvolta sanguinarie, causate spesso da ragioni morali, quali il tradimento del voto nuziale e, talvolta, materiali, quali la difesa di interessi contrapposti. Conflitti non sempre macchiati dal sangue delle famiglie coinvolte e che sfociavano quasi sempre nella pace tra i contendenti, sancita, spesso, con il contributo di un Sacerdote in una delle tante chiese campestri del territorio, costruite in gran parte in seguito all’opera di evangelizzazione delle campagne voluta da Papa XI (1922-1933).

Anche con la dismissione dei feudi e con la formazione dei moderni comuni attorno alla metà dell’Ottocento, la zona continuò a essere amministrata dal comune di Tempio Pausania, riuscendo solo nel 1979 a costituirsi in comune autonomo.

 

l’Archeologa Paola Mancini

Barracuda Malarotto

Corvine

Patella

Tubercolata

LA LINGUA LOCALE

 

A Loiri Porto San Paolo è molto diffuso l’utilizzo della lingua gallurese, anche da parte delle nuove generazioni, segno di una cultura identitaria fortemente radicata presso la comunità. Oltre al frequente utilizzo nell’ambito della comunicazione orale, sono diversi i cittadini che tengono viva la lingua locale attraverso la Poesia.